Alberto De Giuli
Quand’ero bambino i miei genitori mi portavano in montagna a ogni estate, quasi sempre in Val di Funes o in Val Pusteria. Passeggiare mi piaceva, ma solo con la prima ferrata, a 14 anni, mi sono reso conto di poter veramente arrampicare fino in cima alla montagna.
E quando, a 21, ho frequentato il mio primo corso di arrampicata con una guida alpina, è stato come se avessi aperto gli occhi: da quel momento tutto il resto è passato in secondo piano. Arrampicavo in ogni momento libero, e intanto divoravo i libri di Messner, Buhl, Bonatti, già pensando a ripetere le loro vie.
In pochi anni sono riuscito a percorrere i capolavori tracciati dai grandi alpinisti sulle Dolomiti, dalle Tre Cime di Lavaredo alla Marmolada, al Sella, alla Tofana, fino ai tre grandi diedri delle Alpi, il Philipp Flamm sul Civetta, il Diedro Cozzolino sul Piccolo Mangart e il Diedro Casarotto sullo Spiz di Lagunaz.
Il mio terreno d’azione preferito sono sempre state le Dolomiti, ma ho esplorato anche le Alpi Giulie, l’Ortles e il Monte Bianco, la zona dell'Annapurna in Nepal, le High Sierras della California, le torri di arenaria nel deserto dello Utah, Yosemite…
E non solo d’estate: d’inverno mi dedico infatti allo sci fuoripista, alla ricerca di spazi aperti e dei canali più suggestivi, allo sci alpinismo, nell’ambiente incontaminato, alla larga dalle tracce più battute, e anche alle cascate di ghiaccio.
Da tre anni vivo l'estate e l'inverno ad Arabba, nel cuore delle Dolomiti, un luogo così "solitario" ma altrettanto autentico, ai piedi del gruppo del Sella.
Se c’è una cosa che la mia storia personale mi ha insegnato è che non è mai troppo tardi per imparare a mettere le punte degli sci fuori dalle piste, o per raggiungere una cima che si è sempre vista solo in sogno. E quando arrivo a destinazione e vedo negli occhi di chi mi ha seguito la gioia dell’impresa e la felicità della scoperta, mi sento come se fossi lì anch’io per la prima volta, ed ecco che quello stesso posto visto e rivisto rivela un volto nuovo, e la passione continua a bruciare.


