Un'assemblea di novita', un direttivo piu' giovane
Domenica 4 dicembre a Belluno rinnovato i vertici veneti delle Guide Alpine
06|12|2011
È stata un’assemblea all’insegna dei giovani. I “più vecchi” lo auspicavano da tempo. L’invito alle giovani Guide di farsi avanti ed impegnarsi nel “governo” della categoria a livello regionale era stato ribadito a più riprese in questi ultimi anni. L’appello è stato accolto alla grande. I giovani sono entrati significativamente a far parte del nuovo Direttivo eletto dall’assemblea di Belluno.
Ecco l’elenco dei nove componenti il nuovo direttivo regionale con, accanto, i voti:
Lio De Nes 45, Nicola Tondini 40, Alberto De Giuli 40, Andrea Piccoliori 36, Michele Zandegiacomo 36, Marco Spazzini 28, Davide Crescenzio 25, Giovanni Zanettin 24, Thomas Ballerin 23.
Ai lavori dell’assemblea di Belluno hanno partecipato una cinquantina di Guide Alpine con una buona rappresentanza territoriale. Non mancava nessuna delle zone dove operano le Guide Alpine in Veneto. La Guide più giovane presente è stata Alex Pivirotto e la meno giovane Tino Pais che, anche in questa occasione, ha prestato il suo prezioso servizio fotografico. Monica Magarotto ha sottolineato con la sua presenza la componente femminile delle Guide Alpine.
Presidente dell’assemblea Bepi Casagrande, segretario Paolo Asnicar.
Ampia ed esauriente la relazione del presidente De Nes che il Sito pubblica integralmente.
La relazione sul Bilancio di Andrea Menardi ha evidenziato che i conti sono in attivo e la relazione tecnica di Nicola Tondini ha fatto il punto sulla formazione annunciando che i corsi sono partiti: 8 gli iscritti. A livello nazionale si sta lavorando per standardizzare i livelli formativi dei cinque poli operativi. E’ stato fatto il corso per formare i docenti che formeranno gli istruttori di canjoning. Nel 2012 ci sarà un nuovo ciclo formativo per istruttori nazionali. Questo molto in sintesi rinviando ad un momento successivo i contenuti dettagliati delle due relazioni.
Il dibattito, che qui riassumiamo in pillole, è stato ampio ed articolato.
Alberto de Giuli ha espresso delusione per il numero esiguo registrato all’assemblea nazionale delle guide che si è svolta a Bergamo. Perché tanta poca partecipazione? Si è chiesto aggiungendo che il livello partecipativo veneto è migliore. Però bisogna avvisare per tempo delle iniziative. Bisogna programmare tutto per tempo allo scopo da consentire una migliore partecipazione. E poi le assemblee, che sono momenti importantissimi per la vita del Collegio, si dovrebbero fare in un giorno infrasettimanale e a settembre – ottobre.
Dobbiamo lavorare di più insieme per aumentare il livello della nostra immagine. Anche così si può vincere l’abusivismo.
Marco Spazzini ha apprezzato gli sforzi del presidente De Nes sul versante della comunicazione. Un plauso alle note sul sito e alle lettere agli iscritti. Però si potrebbero inserire indicazioni concrete e operative per indicare cosa fare e come fare. Anche Spazzini ha evidenziato la necessità di avvisare per tempo le scadenze e gli appuntamenti. Buono il progetto Montagna Amica e Sicura ma le Guide devono essere maggiormente presenti e protagoniste. Altrimenti emerge solo il Cai. Ottimo l’invito a perfezionare la nostra comunicazione. Bisogna fare di più.
Davide Crescenzio è tornato sull’esiguità della presenza all’assemblea di Bergamo dove ha riscontrato che il Cai per bocca del suo vicepresidente non ha nessuna intenzione di riconoscere alle guide lo spazio che dovrebbero avere. E ha collegato questa impressione con la sua vicenda personale che lo ha visto preso di mira dal Cai e dal Soccorso Alpino di Padova. E soltanto perché ho avuto il coraggio di denunciare preventivamente un abuso che avrebbe danneggiato le prerogative della figura professionale delle Guida Alpina. E qui c’è stata una risposta di Lio De Nes sul suo intervento presso i vertici regionali del Cai. Michele Zandegiacomo ha abbozzato all’iter formativo per diventare tecnici dell’elisoccorso che coinvolge il Soccorso alpino e che, come ha detto Thomas Ballerin, in Trentino avviene in maniera autonoma e sganciata rispetto al Soccorso alpino.
Mario Dibona ha richiamato l’attenzione su alcuni interrogativi che devono far riflettere la categoria. Riguardano l’azione e il futuro del Collegio e la funzionalità del Sito regionale per il quale propone che comprenda anche pagine tecniche, di aggiornamento, oltre di notizie e appuntamenti. Mario ha richiamato anche l’attenzione sulla necessità di stare attenti a non farci superare da altre organizzazioni nell’interpretare le novità ludico-sportive che si giocano su terreno montano. Prendiamo la figura dell’ allenatore agonistico per le gare di scialpinismo. Attenti a non farci surclassare dalla Fasi.
Un allarme in questo senso è stato sottolineato anche da Marco Spazzini che ha sentito di un impegno della Fasi nell’allestimento di corsi in fune per chiodare le palestre naturali. Attenzione.
A proposito di ruoli e competenze è stato chiesto di pubblicare sul sito e di distribuirlo agli organi competenti il testo dell’accordo programmatico firmato da guide Alpine, Maestri di Sci e Provincia di Belluno per quanto riguarda la pratica in pista e fuori pista. L’accordo è stato siglato quando era presidente del Collegio Mario Dibona. Altro sputo di discussione è stato offerto dalla copertura assicurativa per le attività di Guida in Italia e all’estero. E’ indispensabile sentire il broker e chiarire le limitazioni. Interpellare anche altri broker prima del rinnovo. Maurizio Venzo ha lanciato la sfida ai giovani affinchè si impegnino per il futuro del Collegio e della professione che è nelle loro mani. A proposito della copertura assicurativa ha invitato i collegi che abitualmente organizzano iniziative all’estero di condividere le informazioni. Venzo ha anche proposto, a nome dell’assemblea, di mandare un messaggio di affetto a Soro Dorotei.
Al presidente dell’assemblea Bepi Casagrande il compito di riassumere le varie posizioni, i quesiti e le proposte che sono state veramente tante. Un’assemblea positiva e costruttiva che è di buon auspicio per il lavoro del Collegio nei prossimi tre anni.



